La peste suina africana in un santuario

Cos'è la PSA e quando ne abbiamo parlato?
La peste suina africana (PSA) è una grave malattia molto contagiosa che colpisce i suini e che NON è trasmissibile all'uomo. La PSA non si trasmette all'uomo nemmeno se mangia carne infetta, quindi non è una minaccia per la salute pubblica.
Sul sito del Ministero della Salute, trovi un po' di informazioni, se vuoi approfondire (qui).
Negli ultimi anni si è parlato molto della Peste Suina Africana, in particolare un anno fa circa, in relazione al focolaio che si sviluppò in prossimità della Sfattoria degli Ultimi. La vicenda della Sfattoria ebbe una grande risonanza mediatica e si concluse bene (ne avevo scritto qui).
Cosa sta succedendo?
Da qualche giorno, si sta riparlando di PSA, perché, purtroppo, la peste suina ha varcato per la prima volta i confini di un rifugio. La malattia si è divulgata a partire da un allevamento della provincia di Pavia, che non solo non ha denunciato morti sospette, ma non ha nemmeno rispettato le misure di biosicurezza.
E così due maiali del rifugio Progetto Cuori Liberi, a pochissimi km dall'allevamento, sono morti di peste suina e questo è già una tragedia.
Ma la tragedia ancor più grande è che, nel caso di focolai di peste suina, la legge impone l'abbattimento indiscriminato di tutti i suini della zona, anche se sani. L'ordinanza di abbattimento è arrivata quindi anche per tutti i suini ospiti del rifugio Progetto Cuori Liberi.
Se la PSA non è trasmissibile all'uomo, perché questa misura estrema e violenta, forse ti chiederai?
La risposta è "per tutelare ECONOMICAMENTE gli allevatori".
Si ammazzano, quindi, tutti i suini della zona, perché quando la PSA si diffonde negli allevamenti, gli allevatori subiscono una perdita economica. Gli allevatori ricevono comunque anche soldi dallo stato per i "loro" maiali abbattuti, così come ne ricevono in generale per la loro attività (aggiungo, con i soldi delle nostre tasse, comprese le mie - mio malgrado).
Gli animali di un santuario sono stati liberati, sono nostri fratelli, sono stati salvati ed è un sacrilegio toccarli.
Non creiamo un precedente
Anche se mangi carne e non empatizzi con i maiali, fai finta per un attimo che la cosa riguardi la diffusione di una malattia dei cani non trasmissibile all'uomo e che, per tutelare gli allevatori di cani, i veterinari dell'ASP (se necessario con l'esercito, come è stato detto ai volontari del rifugio Progetto Cuori Liberi) vengano a casa tua ad ammazzare il tuo cane.
Ti sembrerebbe una cosa giusta? La riterresti una cosa eticamente accettabile?
Io per niente e, prima di fare ammazzare i miei cani senza alcuna ragione e tra atroci sofferenze (come stanno facendo con i maiali, nelle camere a gas), forse ammazzerei io qualcuno o mi farei ammazzare.
Se uccidono oggi i maiali del rifugio, si crea un precedente e un giorno saranno autorizzati ad entrarci in casa ad ammazzarci i cani.
Pensiamoci, prima di girarci dall'altra parte e pensare che questa cosa riguardi solo quei pazzi estremisti dei vegani che vedono i maiali come fratelli invece di salsiccia.
Altre considerazioni
Poi, ci sono delle altre cose da aggiungere, come ha detto l'etologo, biologo, naturalista Francesco De Giorgio in questo video, che ti consiglio di guardare. In condizioni "normali" (se così possiamo dire), quando c'è un'epidemia di peste suina, le autorità uccidono subito tutti i maiali, malati e sani, quindi non sappiamo se possono esistere maiali resistenti, che non si ammalano e maiali che guariscono. Il santuario, con i suoi maiali non assassinati, potrebbe essere anche utile a livello di studio. Tra l'altro, in un santuario, si rispettano le misure di biosicurezza perché si tiene agli animali e quindi è assai improbabile che la peste possa trasmettersi dal rifugio verso l'esterno (a parte che i suini degli allevamenti della zona li hanno già ammazzati tutti).
Cosa puoi fare per aiutare in questo momento così importante?
Puoi recarti al presidio presso il rifugio a fare resistenza insieme agli altri, puoi mandare un'e-mail alle istituzioni (vedi questo post), puoi condividere la notizia sui social, in modo da dare vivisbilità.
Per aggiornamenti, consulta i canali instagram di La Rete dei Santuari, di Progetto Cuori Liberi, di L'Arca di Natalia e il mio.
Considerazioni personali
Noi sappiamo bene che gli allevatori non hanno alcun sentimento per gli animali (tanto che spesso gli animali degli allevamenti sono trattati in maniera disumana, uccisi sbattuti nel muro o a martellate, castrazione e coda tagliata senza anestesia e altre cose così, come messo in luce da diverse inchieste sotto copertura). E non esistono allevamenti e allevatori etici, perché per gli allevatori gli animali sono solo prodotti e macchine da produzione, quindi soldi. Gli animali sono utili solo in funzione del guadagno che possono portare. E qualunque altra storiella è pubblicità ingannevole.
Per leggere l'atroce epilogo di questa storia, vai a questo articolo.









