Gennaio 2, 2022

Consigli di lettura: Oceano mare di Alessandro Baricco

L'immagine, creata con AI, raffigura un paesaggio sulla riva di quello che sembra essere un lago, sullo sfondo ci sono nuvole e cielo azzurro, poi montagne. A riva c'è la sabbia e dei massi. Sulla riva, proprio sulla battigia, c'è una  casa di cui si vede il lato ovest e si vede il portico con delle sedie, un tavolo e una porta blu, due finestre che sembrano quasi dei grandi occhi e un piano superiore con altre due finestre con persiane verdi o grigie.

La locanda  Almayer di Oceano Mare di Alessandro Baricco è ciò a cui mi sono ispirata (ma poi l'intelligenza artificiale ci ha messo del suo e mi è piaciuto)

immagine creata con l'intelligenza artificiale (1)

Parlando di consigli di lettura, non posso non parlare di "Oceano Mare" di Alessandro Baricco, uno dei libri che più ho citato in diari, lettere, nella mia mente...

Oceano mare è uno dei miei libri preferiti di sempre.
Lo ha scritto Alessandro Baricco nel 93 e con questo libro ha vinto il Premio Viareggio.

Io l'ho letto quando è uscito, avevo 22 anni ed ero una affamata, romantica e innamorata lettrice, non ancora appassionata di thriller. Adoravo allora e ancora mi affascinano le storie un po' oniriche, un po' surreali e Oceano Mare mi ha affascinato come non mai. Tanto da essere ancora, dopo oltre 30 anni, probabilmente, il mio libro preferito in assoluto.

Lo trovo pieno di poesia. Ogni frase emoziona. Ogni cosa scritta va diritta al cuore.
Ma credo che bisogna essere "predisposti" per leggere Oceano Mare, perché non è un libro facile, malgrado sia scritto in maniera scorrevole.
Diverse persone che conosco non sono riuscite ad andare oltre le prime pagine.
Non so perché, forse perché è "strano" e, a volte, alcune frasi sembrano senza senso.
Ma ce l'hanno il senso, eccome.

Tutta la vicenda si svolge in una strana locanda sul mare, un posto che "quasi non esiste", dove tutto sembra perdere il contatto con la realtà, dove "tutto diventa memoria": la locanda Almayer.
Vi si ritrovano sette personaggi, tutti un po' malinconici, ognuno con una storia, ognuno a cercare o a sfuggire qualcosa. E le loro storie, alla locanda, si intrecciano.

Due personaggi mi hanno colpito tantissimo e le loro storie mi hanno coinvolto ed emozionato come non mai, tanto che a distanza di tanti anni, ricordo quasi a memoria alcuni passi. Secondo me, anche solo per questi due personaggi, vale la pena di leggere questo meraviglioso libro.

Ann Deverià è una donna adultera, confinata alla locanda dal marito, affinché "guarisca" da questa "malattia" (l'amore per un altro uomo). E lei guarisce veramente dalla sua malattia... in questo posto "dove prendi commiato da te stesso, quello che sei ti scivola addosso, a poco a poco. E te lo lasci dietro, passo dopo passo, su questa riva che non conosce tempo e vive un solo giorno, sempre quello. Il presente sparisce e tu diventi memoria".
E, nel prendere commiato dal suo amato amore "di mille anni fa" André, Ann gli scrive una lettera, struggente e bellissima.

Citazione da Oceano Mare di Alessandro Baricco (Ann Deverià)

Caro Andrè,
mio amato amore di mille anni fa, la bambina che ti ha dato questa lettera si chiama Dira. Le ho detto di fartela leggere, appena arrivato alla locanda, prima di lasciarti salire da me. Fino all'ultima riga. Non cercare di mentirle. Con quella bambina non si può mentire.
Siediti, allora. E ascoltami.
Non so come hai fatto a trovarmi. Questo è un posto che quasi non esiste. E se chiedi della locanda Almayer, la gente ti guarda sorpresa, e non sa. Se mio marito cercava un angolo di mondo irraggiungibile, per la mia guarigione, l'ha trovato. Dio sa come hai fatto a trovarlo anche tu.
Ho ricevuto le tue lettere, e non è stato facile leggerle. Si riaprono con dolore le ferite del ricordo. Se io avessi continuato, qui, a desiderarti e ad aspettarti, quelle lettere sarebbero state abbagliante felicità. Ma questo è un posto strano. La realtà sfuma e tutto diventa memoria. Perfino tu, a poco a poco, hai cessato di essere un desiderio e sei diventato un ricordo. Mi sono arrivate le tue lettere come messaggi sopravvissuti a un mondo che non esiste più.
Io ti ho amato, Andrè, e non saprei immaginare come si possa amare di più. Avevo una vita, che mi rendeva felice, e ho lasciato che andasse in pezzi pur di stare con te. Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio. Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità. E lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce a immaginarsi il desiderio. Ma non ho cercato di fermarmi, né di fermarti. Sapevo che lo avrebbe fatto lei. E lo ha fatto. E' scoppiata tutto d'un colpo. C'erano cocci ovunque, e tagliavano come lame.
Poi sono arrivata qui. E questo non è facile da spiegare. Mio marito pensava fosse un posto dove guarire. Ma guarire è una parola troppo piccola per ciò che succede qui. E' semplice. Questo è un posto dove prendi commiato da te stesso. Quello che sei ti scivola addosso, a poco a poco. E te lo lasci dietro, passo dopo passo, su questa riva che non conosce tempo e vive un solo giorno, sempre quello. Il presente sparisce e tu diventi memoria. Sgusci via da tutto, paure, sentimenti, desideri: li custodisci, come abiti smessi, nell'armadio di una sconosciuta saggezza, e di un'insperata pace. Riesci a capirmi? Riesci a capire come tutto questo sia bello?
Credimi, non è un modo, solo più lieve, di morire. Non mi sono mai sentita più viva di adesso. Ma è diverso. Quel che io sono, è ormai successo: e qui, e ora, vive in me come un passo in un'orma, come un suono in un'eco, e come un enigma nella sua risposta. Non muore, questo no. Scivola dall'altra parte della vita. Con una leggerezza che sembra una danza.
E' un modo di perdere tutto, per tutto trovare.
Se riesci a capire tutto questo, mi crederai quando ti dico che mi è impossibile pensare al futuro. Il futuro è un'idea che si è staccata da me. Non è importante. Non significa più nulla. Non ho più occhi per vederlo. Ne parli così spesso, nelle tue lettere. Io faccio fatica a ricordarmi cosa vuol dire. Futuro. Il mio, è già tutto qui, e adesso. Il mio sarà la quiete di un tempo immobile, che collezionerà istanti da posare uno sull'altro, come se fossero uno solo. Da qui alla mia morte, ci sarà quell'istante, e basta.
Io non ti seguirò, Andrè. Non mi ricostruirò nessuna vita, perché ho appena imparato ad essere la dimora di quella che è stata la mia. E mi piace. Non voglio altro. Le capisco, le tue isole lontane, e capisco i tuoi sogni, i tuoi progetti. Ma non esiste più una strada che mi potrebbe portare laggiù. E non potrai inventarla tu, per me, su una terra che non c'è. Perdonami, mio amato amore, ma non sarà mio, il tuo futuro.
C'è un uomo, in questa locanda, che ha un buffo nome e che studia dove finisce il mare. In questi giorni, mentre ti aspettavo, gli ho raccontato di noi e di come avessi paura del tuo arrivo e insieme voglia che tu arrivassi. E' un uomo buono e paziente. Mi stava ad ascoltare. E un giorno mi ha detto: "Scrivetegli". Lui dice che scrivere a qualcuno è l'unico modo di aspettarlo senza farsi del male. E io ti ho scritto. Tutto quello che ho dentro di me l'ho messo in questa lettera. Lui dice, l'uomo col nome buffo, che tu capirai. Dice che la leggerai, poi uscirai sulla spiaggia e camminando sulla riva del mare ripenserai a tutto, e capirai. Durerà un'ora o un giorno, non importa. Ma alla fine tornerai alla locanda. Lui dice che salirai le scale, aprirai la mia porta e senza dirmi nulla mi prenderai tra le braccia e mi bacerai.
Lo so che sembra sciocco. Ma mi piacerebbe succedesse davvero. E' un bel modo di perdersi, perdersi uno nelle braccia dell'altra.
Niente potrà rubarmi il ricordo di quando, con tutta me stessa, ero la
Tua Ann

Bartleboom ha 38 anni e non ha ancora trovato la persona con cui condividere la propria vita, ma ogni giorno fiducioso scrive una lettera... a chi, se non a lei?
Bartleboom è sicuro che lei è da qualche parte e che si incontreranno e, quando la troverà, "la donna che DA SEMPRE è la SUA donna", capovolgerà su di lei la scatola di mogano piena di lettere, piena degli istanti che, senza conoscerla, le aveva già regalato ... e lei lo guarderà dicendo "sei matto" e, per sempre, lo amerà.

Oceano Mare (episodio Brtleboom): nella foto, su uno scrittoio di legno marrone, di cui si vede parte del piano e due pomelli di un cassetto, c'è una vecchia scatole piena di lettere scritte con inchiostro. Dietro la scatola di vedono libri stile antico e accanto ci sono altri oggetti antichi.

Immagine creata con intelligenza artificiale

Citazione da Oceano Mare di Alessandro Baricco (Bartleboom)

Ha 38 anni Bartleboom, lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua donna. Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare le cosa con grande serenità. Quasi ogni giorno ormai da anni, prende la penna in mano e le scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi se non a lei?
Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle in grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle: "ti aspettavo!"
Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu, si prenderà gli anni, i giorni gli istanti, che quell'uomo prima ancora di conoscerla le aveva regalato.
O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell'uomo: "tu sei matto!"... e per sempre lo amerà!

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Note
(1) La locanda Almayer di Oceano Mare di Alessandro Baricco è ciò a cui mi sono ispirata (ma poi l'intelligenza artificiale ci ha messo del suo e mi è piaciuto)

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(Charlie Chaplin)

 
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