Vicino casa mia c'è il rifugio antispecista L'Arca di Natalia, che accoglie animali salvati da situazioni di maltrattamento. In questo momento, ci vivono ventuno maiali, due bovini, diverse capre e pecore, tre conigli e quattro cani. In questo video, puoi vedere qualcosa della loro storia (i maiali erano allora solo due) e puoi seguire il loro profilo instagram e pagina facebook.
Io ho conosciuto questo rifugio la scorsa estate e da allora posso dire che la mia vita è cambiata.
Non avevo mai visto da vicino mucche, maiali, pecore e capre e tantomeno avevo potuto fare loro una carezza o guardarli negli occhi. Al rifugio, ho potuto farlo.
E mi sono resa conto che questi animali possono essere socievoli con l'uomo al pari di un cane e che guardarli negli occhi ti cambia. Ti fa rendere conto di cosa gli stiamo facendo nella nostra società, stiamo trattando gli animali come fossero oggetti o macchine produttive, ne calcoliamo il rendimento e studiamo come ottimizzarli, come fossero dei macchinari. E invece loro sono individui, come noi, e vorrebbero solo vivere la loro vita in pace, magari stringendo relazioni con noi umani.
Io al rifugio ho imparato queste cose, che sapevo già, ma non le avevo mai vissute tangibilmente.
Questo rifugio e i loro animali mi sono entrati nel cuore e faccio ciò che posso per aiutarli. L'Arca di Natalia, ad esempio è beneficiaria - da luglio scorso - delle mie donazioni del progetto solidale Gli amici di Pillo e fino ad ora sono riuscita a donare circa 50 euro (dono il 60% dei miei guadagni netti).

L'altro giorno abbiamo accolto al rifugio 19 maialini, provenienti da un sequestro (gli animali solitamente vengono sequestrati perché detenuti illegalmente con o senza maltrattamenti) e io ho avuto la fortuna di essere presente.
Le tre pecore (Teti, Dafne e Cloe) qui sotto sono state affettuosamente battezzate comari, perché molto incuriosite da questi nuovi ingressi. Sono state appiccicate a me davanti a questa rete per almeno mezz'ora mentre aspettavamo arrivasse il camion.

I maialini erano molto spaventati, non volevano nemmeno scendere dal camion, ma alla fine si sono ambientati nel loro enorme recinto. C'è chi si è dedicato a scavare felice in mezzo alla terra, chi ha mangiato e chi si è coricato a dormire. Probabilmente hanno capito di essere in un luogo sicuro.



Come aiutare L'Arca di Natalia?
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