A 48 anni, allo scoppiare della pandemia, sono entrata in crisi e ho deciso di stravolgere la mia vita.
E sono partita dalle due cose che mi definivano in quel momento, dalla mia identità: una era la mia identità di consulente, il lavoro che facevo da 20 anni e l'altra era la mia identità di vegana, il mio rispetto per gli animali e il mio stile di vita vegano.
Cose che tra di loro stridevano profondamente, perché la mia attività di consulenza si svolgeva prevalentemente in una azienda coinvolta nello sfruttamento animale.
Così, nel 2020, dopo 20 anni, ho deciso di chiudere la mia attività, un capitolo enorme della mia vita. Il lavoro per me era una grandissima parte della vita, non solo fisicamente ma anche mentalmente, io non "staccavo" mai. Sono stata una di quelle persone per cui il lavoro viene prima di quasi tutto il resto. Oggi non la penso più così.