Diventare vegani, la mia storia

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Diventare vegani a volte spaventa, lo so. Se vuoi diventare vegan ma non hai la certezza che tutto andrà bene, ispirati qui, ti racconto la mia storia.

Vegana, io non potevo non diventarlo.

La pena che provo per gli animali, per il loro essere allevati al solo scopo di essere sfruttati e uccisi e la mia avversione (e impressione) per la carne sin da quando ero piccola hanno fatto – da sempre – di me una consumatrice estremamente moderata di alimenti di origine animale. Eccezion fatta per il latte: consumavo latte vaccino al pari di un vitellino e avrei mangiato latte e cereali in tutti i pasti della giornata.
Ad esempio, non ho mai assaggiato carne diversa da quella di pollo, tacchino, maiale e bovino; non ho mai mangiato organi interni di nessuno; mai mangiato frutti di mare, polpo, ostriche e tutti quelli che sembrano scarafaggi e la maggior parte dei pesci fatta eccezione per l'orata, il pesce spada e il salmone (e qualunque cosa mettano nei bastoncini di pesce, perché quelli li mangiavo).
Ricordo ancora con orrore quando da piccola, a una cena di famiglia, misero in tavola il cervello (non so di quale povero animale) oppure quando regalarono un coniglio alla mia famiglia e lo ammazzarono a bastonate davanti ai miei occhi.

Negli ultimi mesi prima di diventare vegana, la mia coscienza – alimentata da molteplici letture orientate al veganismo – faceva a pugni con la mia golosità di latte e formaggi e non stavo tanto bene. Avevo continuamente nausea e mal di testa, ma non volevo nemmeno ipotizzare che il mio malessere potesse dipendere, almeno in parte, dall’alimentazione.

Anche se, devo ammettere che anni fa feci il test delle intolleranze alimentari e risultai fortemente intollerante ai latticini. Però molti medici non danno credito a questi test, quindi mi feci influenzare da professionisti, che certamente ne sapevano più di me e non vi diedi molto peso.

Inoltre, sebbene per i miei mal di testa abbia fatto anche alcune visite specialistiche, mai è stato indagato l’argomento alimentazione. Nessuno mi ha mai chiesto come mi alimentassi, cosa che oggi mi sembra assurda.

Diventare vegani, la mia storia: quando

A differenza di molti, io ricordo perfettamente il giorno in cui sono diventata vegana, perché l'ho deciso dall'oggi al domani, sebbene il periodo di riflessione che ha preceduto questo salto sia stato abbastanza lungo.

Un giorno di fine aprile del 2014, quando già la coscienza scalciava prepotentemente – perché negli ultimi mesi avevo letto e visto così tanto sullo sfruttamento animale – da farmi sentire uno schifo ogni volta che mangiavo qualcosa di origine animale, ho letto alcune cose che mi hanno fatto venire anche tanti dubbi sull’effettiva bontà dei derivati animali e, nello specifico, del latte come alimento umano (che, purtroppo, era la base della mia alimentazione).

Inoltre, il mio grande amore per Pillo - entrato nella nostra vita nel 2013 - mi portava spesso a fare riflessioni del tipo "come posso amare tanto questo cagnolino e poi finanziare l'uccisione degli altri animali che mi finiscono nel piatto? qual è la differenza?". La risposta era sempre la stessa: nessuna, l'unica differenza è la nostra percezione.

Infine, la mia dottoressa proprio qualche mese prima mi aveva detto che, se non avessi "fatto qualcosa" (ero molto sovrappeso e non riuscivo a dimagrire), mi sarebbe venuto il diabete di tipo 2. Fino a quel momento, io non sapevo nulla di questa malattia e ho deciso di documentarmi. Durante la mia ricerca di informazioni mi sono imbattuta nel libro "Come curare il diabete senza farmaci" di N.D. Barnard e l'ho trovato molto interessante. In questo libro si parla della correlazione tra alimentazione e diabete e, ovviamente, l'alimentazione vegetale è quella consigliata.
(il link al libro è affiliato)

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E così, nonostante il parere contrario del mio medico, a cui avevo già parlato del mio desiderio di diventare vegana almeno un anno prima e mi aveva detto che senza carne non si sopravvive, ho deciso di passare ad un'alimentazione 100% vegetale (e ho cambiato medico).

Senza nemmeno accorgermene, senza alcuna fatica, sono diventata vegana, dall’oggi al domani, il primo maggio 2014, con risultati immediati e stupefacenti sulla mia salute e sulla mia coscienza.

Diventare vegani, la mia storia: cosa è cambiato a livello fisico?

I pregiudizi comuni ci vogliono tutti malati, deperiti e anemici. Sono pregiudizi!

Ecco alcuni dei cambiamenti avvenuti in me, già notati dopo qualche giorno dal salto nel mondo colorato della verdura:

  • sono spariti i mal di testa, le nausee e i disturbi digestivi di cui soffrivo da diversi anni
    le nausee erano quotidiane, ero stitica al limite del patologico e i miei mal di testa erano quasi invalidanti e frequentissimi, quasi ogni giorno, e vivevo con l'Oki nel portafoglio
  • la pelle del viso è diventata molto più luminosa e liscia
    un sacco di persone, per lavoro incontravo un sacco di gente ogni giorno, in quel periodo mi dicevano che sembravo più giovane e mi chiedevano cosa stessi facendo di miracoloso!
  • mi si sono normalizzati i valori di colesterolo
  • mi si sono normalizzati i valori di ferro e emoglobina
    che prima erano molto bassi e prendevo integratori, che, tra l'altro, avevano poco effetto
  • non mi è venuto il diabete, predetto qualche mese prima dal medico, visto che avevo tutte le avvisaglie
    qui puoi leggere un recente articolo in cui si parla di rischio di diabete ridotto dalle "diete" vegetali e qui puoi guardare un video che ho fatto qualche anno fa, parlando proprio di questo
  • mi sono subito sentita molto meglio in generale, fisicamente e psicologicamente
  • ho scoperto un nuovo modo di mangiare che mi piace molto e mi sono appassionata alla cucina.

Se te lo stai chiedendo, a dieci anni di distanza, le mie analisi sono ancora perfette e i mal di testa e tutti gli altri problemi di cui ho parlato non sono mai più tornati.

A chiunque pensa che diventare vegan sia complicato, dico che non è vero, è solo questione di abitudine! Inoltre, basterebbe iniziare a pensare che gli animali sono esseri senzienti e che noi non abbiamo alcun diritto di trattarli come oggetti e macchine da produzione.
Io non potrei più mangiare un pezzo di carne, perché per me non è cibo, è come se mangiassi il mio cane, non ci vedo alcuna differenza.

Diventare vegani, la mia storia: perché

Quando ho iniziato a interessarmi all’argomento, inizialmente esclusivamente perché mi sentivo un mostro a mangiare animali che per questo venivano uccisi, non avevo idea che non c’è solo questo da considerare. 

Non sapevo, ad esempio, che gli allevamenti di bestiame inquinano più del traffico o che la carne e i derivati fanno male alla salute o che, con tutto quello che si dà da mangiare agli animali negli allevamenti, ci si potrebbero nutrire le persone che muoiono di fame. 

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Avrei potuto immaginarlo, ma, a volte, non è così facile fare 2+2=4, soprattutto se il mondo ti bombarda dicendoti che 2+2=5. 
Su questo argomento, ti consiglio di leggere il libro di Melanie Joy "Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche". (il link al libro è affiliato)

Quindi, le ragioni per cui uno dovrebbe smettere di consumare carne e derivati, o almeno informarsi sull’argomento, sono molteplici, non ci sono solo gli animali e la loro vita orrenda da considerare, ma anche ragioni etiche per altri umani, ambientali e di salute.

Diventare vegani è una scelta autonoma e consapevole, è importante farla credendoci e sapendo ciò che si fa e perché: chiunque diventa vegano per moda o per amore di qualcun altro, smette dopo un po’. 

Anche perché siamo tutti stati cresciuti con genitori, nonni, amici e persino medici che sostengono che il latte e la carne o l’uovo si devono mangiare ogni giorno e, purtroppo, la maggior parte delle persone non ha nessuna compassione nei confronti degli animali che vengono ammazzati per finire nei nostri piatti, anzi sostengono che gli animali esistono PER noi.

Invece, io credo che gli animali esistano CON noi. 

Solitamente, il primo pensiero nei confronti di uno che dice “Ho smesso di mangiare carne” è “Questo è matto”. Se la scelta è motivata con la compassione per gli animali, il pensiero è “Questo è matto due volte”.
Alcuni danno un po’ retta se si parla di scelta di salute, ma non ci credono, perché poi il medico gli dice che devono mangiare la carne per poter sopravvivere. 
E ti dicono che senza proteine si muore e, quando gli si dice che ci sono proteine anche nei vegetali (in tutti, ad eccezione dell'olio e della frutta in cui ce ne sono poche), restano a guardare increduli e poi dicono “Ma non è la stessa cosa”, perché hanno sentito parlare delle proteine nobili (concetto superato, riferito alla quantità di aminoacidi essenziali - quelli che il nostro corpo non riesce a sintetizzare da solo - presenti in un alimento).

Poi, la maggior parte delle persone nate dagli anni 60/70 in poi - me compresa - è cresciuta mangiando la verdura quasi esclusivamente come contorno della carne, quindi non riesce a pensare che nutrirsi di vegetali possa significare mangiare qualcosa di diverso da quattro foglie di lattuga o due pezzi di carota al vapore.

Questa è una delle ragioni per cui condivido le ricette vegan, per far capire che si mangia e si mangia bene, anche senza ammazzare nessun essere vivente).

Oppure dicono che non è che mangiare le verdure faccia meglio perché ci sono i pesticidi e che i vegetali soffrono quanto gli animali quando vengono raccolti, cucinati e mangiati.
Comunque, quando esponi le tue motivazioni, sembra che tutti vogliano dimostrare che essere vegani è una follia pura e semplice, anche un po’ peggio di commettere un crimine.

E insomma…  se tu vegano tenti di dire la tua, spesso finisce in polemica e non è facile.
Quindi spesso io nemmeno parlo, mi limito a rispondere alle domande con meno commenti possibili.

Quando, molti anni fa, ho iniziato a cercare qualche informazione su internet su cosa fosse il veganismo, sono stata sommersa da una marea di informazioni che dicevano tutto e il contrario di tutto.

Non è stato sempre facile distinguere tra l’informazione vera e l’informazione sponsorizzata. Perché è ovvio che l’allevamento del bestiame e tutto l’indotto frutta una marea di soldi, quindi è facile imbattersi in informazioni "manipolate". Tant’è che alcune cose, come l’impatto ambientale del consumo di carne, è una cosa che viene raramente accennata: si sa che le auto inquinano, che gli arei inquinano, che le moto inquinano… ma che gli allevamenti inquinano (più dei precedenti messi insieme) non lo sa nessuno.

Eppure, basta un po’ di buon senso per capirlo… al di là dell’inquinamento in termini di gas (metano) emessi ad esempio dalle mucche (rutti e flatulenze), per produrre la carne, l’animale deve essere allevato (mantenuto e nutrito) per un certo periodo di mesi ed è palese che la produzione di carne non è un processo efficiente (per il pianeta). 

Vuoi maggiori informazioni?

Se stai valutando di diventare vegan, io, se dovessi cominciare, oggi, a leggere qualcosa sull’argomento, andrei su due siti, entrambi in italiano:
– Nutrition Ecology International Center (NEIC)
– Società scientifica di nutrizione vegetariana (SSNV). 
In particolare, inizierei da qui e guarderei il documentario… dura quanto un film o poco meno, ma ne vale la pena. E’ focalizzato sull’impatto ambientale del consumo di carne, ma tratta anche le altre ragioni per cui tale consumo si dovrebbe ridurre o, meglio ancora, azzerare. 

C’è poi Fork over knives che parla della correlazione del consumo di alimenti di origine animale e malattie. 

Infine, ma non meno importanti, ci sono anche altri documentari, utili per farsi un’idea dello sfruttamento animale:
– Dominion (ita)
– Earthlings (eng sub eng)
– Cowspiracy (eng sub ita)

E poi, consiglio di seguire la dottoressa Silvia Goggi su instagram, una miniera di informazioni nutrizionali.

Concludendo...

Hai trovato utili i miei consigli e la mia storia? Spero che questo articolo sia stato interessante per te e che tu abbia trovato quello che cercavi. Contattami nei commenti per qualunque altra informazione, consiglio o chiarimento, sarò felice di aiutarti.
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E, per finire

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